EVENTI GENNAIO 2014


DEBITO (i primi 5.000 anni)
David Graeber

VIVO EVENTO ANTROPOLOGICO ECONOMICO E POLITICO

Comunimappe propone una lettura collettiva di alcuni stralci significativi del libro che più di ogni altro ha fatto da supporto culturale alle proteste dei movimenti contro la finanziarizzazione del pianeta.

VENERDI’ 24 GENNAIO 2014

c/o HUB via Serra 2/f (dietro il teatro Testoni) Bolognina 

Accorda il dibattito Pino de March
Legge e commenta il libro di Graeber Paolo Bosco
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h. 18.30 – piccolo aperitivo conviviale
h. 19.00 – presentazione, commenti e letture dal libro DEBITO (ed. il Saggiatore)
h. 20.00 – discussione con i presenti
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Approfondimenti:

– Secondo Graeber il problema dei debiti è che averne troppi non solo fa male ma, ancora più importante, rovina la propensione degli esseri umani ad aiutarsi a vicenda.

Biografia. 
David Graeber è un antropologo e un militante anarchico. Ha proposto lo slogan, poi divenuto universale, dove si mette in evidenza la proporzione tra chi detiene nel mondo la ricchezza e chi la subisce (il 99%). Graeber ha contribuito a far diventare “Occupy Wall Street” un movimento globale.
Graeber è diventato un attivista solo dopo le proteste del 1999 contro il vertice dell’organizzazione del commercio (World Trade organization)  di Seattle. A quel tempo era professore associato a Yale, e si rese conto che stava nascendo il movimento a cui aveva sempre desiderato di partecipare.  Per Graeber questo è stato un periodo particolarmente felice. A  New Haven faceva lo studioso,  a New York,  dove passava gran parte del suo tempo, faceva  l’anarchico.  In quell’insieme di militanti, artisti e burloni che si autodefiniva  Direct Action network (rete di  azione diretta) , aveva trovato una nuova comunità.  La pacchia è finita nel 2005, quando Yale gli ha revocato il contratto prima che Graeber potesse concorrere ad una cattedra.  Lui ha presentato ricorso,  ed il suo caso è diventato una causa, non solo nell’Università ma anche all’interno della comunità dei docenti di  antropologia. Graeber sostiene di essere stato preso di mira , almeno in parte a causa del suo attivismo politico. Altri hanno affermato che l’università moderna  è proprio querl genere di organizzazione gerarchica a cui  Graeber si opponeva sul piano filosofico e alla quale era inadatto per temperamento. Oggi Graeber è assistente di antropologia sociale presso la Goldsmith University of London.


Sul libro:

 “ Graeber prova a dare una risposta a molti interrogativi: perché per esempio, pagare i debiti è considerato moralmente doveroso e, al tempo stesso chi presta soldi per vivere è malvisto?  Gli argomenti usati da Graeber lo pongono in aperto contrasto con il pensiero economico dominante, tanto che finora gli economisti lo hanno per lo più ignorato.  Ma per raggiungere un pubblico più vasto non avrebbe potuto scegliere un momento migliore. Il suo libro fornisce infatti un inquadramento intellettuale al movimento che ha contribuito a creare.  La rabbia ancora amorfa dei manifestanti di Zuccotti park  tende a concentrarsi intorno a due elementi: il primo il peso del denaro in politica, l’altro  è il debito: mutui, carte di credito, prestiti agli studenti e, soprattutto,  il diverso trattamento riservato, dopo la crisi finanziaria del 2008 ai debiti delle grandi finaziarie e a quelli dei cittadini.  “il suo è un  pensiero profondo. Graeber studia i movimenti e le rivoluzioni da sempre “, dice Kalle Lasn, fondatore di Adbusters, la rivista anti-consumista canadese che ha lanciato la protesta.   E’ uno capace di chiedersi: “questa cosa che stiamo vivendo è qualcosa come il sessantotto o come la rivoluzione francese? “.  Per Graber, infatti, gli sviluppi attuali si inquadrano in una vicenda più generale: nella storia il debito è servito per controllare i sudditi e le loro risorse, con il solito obiettivo di finanziare le guerre. E quando un numero sufficiente di persone s’indebita troppo, di solito scoppia la rivolta. “

Testo tratto da  Drake Bennett,  BLOOMBERG BUSINESSWEEK , USA,  
( Internazionale –  922 – novembre 2011)


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 PRESENTAZIONE DEL LIBRO


Alex sta dormendo





VENERDI 17 GENNAIO 2014
VIA SERRA 2/F Bologna Bolognina
ORE 18,30 
Aperitivo letterario con l’autrice
Ore 19,00
PRESENTAZIONE  LIBRO con l’autrice Sabrina Leonelli
accordatore pluriverso Pino de March


Questo libro attraversa la vita e la morte, scandagliando con forza sentimenti ed emozioni in un afflato di fiducia e speranza con cui guardare e sentire la propria esistenza e chi ci circonda. E’ il tentativo estremo di non smarrire la bellezza che è dentro di noi e di conservare lo sguardo estasiato e autentico che gli avvenimenti e il tempo possono trasformare in rinuncia. Una storia autobiografica portata alla luce attraverso flash back onirici, in cui si fonde presente e passato, realtà e sensazione, amore per la natura e per gli sport estremi, più che mai capaci di celebrarla, assieme all’esperienza sublime e mistica dell’essere madri.

Frammento:

“questo libro è dedicato ad un uomo che ha attraversato la mia vita, che ho amato e non c’è più.  Vorrei che sapesse che ho pensato a lui in ogni istante della sua costruzione, che lui è dentro ad ogni singola parola, che ho scritto e anche a quello che ho pensato e che restano ancora sospese nell’aria in  attesa di essere catturate, dentro ogni pagina e in ogni spazio lasciato libero dalle parole,  e dai pensieri. Perché lui è in me. Lui ha ispirato questa storia.”

Benvenuto a chi a voglia di entrarci. Ad Alex, mio fratello, comunque e ovunque tu sia.

Sabrina Leonelli è nata a Bologna nel 1968 e risiede a Castel Maggiore.
Ha una laurea in materie letterarie e la fortuna di intraprendere ogni dieci anni 
una professione affascinante: insegnante di scuola dell’infanzia; ufficio stampa, 
responsabile della comunicazione del Comune di Granarolo dell’Emilia, e dal 2009 
gli è stato affidato il servizio biblioteca e cultura.
In qualità di giornalista, ha ricoperto diversi incarichi per enti pubblici e privati, 
e ha curato progetti culturali, di promozione territoriale e sulla sicurezza stradale. 
Attualmente è anche ufficio stampa di Asp Seneca (azienda di servizi alla persona 
dell’Unione comunale Terre d’Acqua, nella provincia di Bologna).
Nella primavera del 2013 un suo racconto di letteratura per ragazzi è stato segnalato 
dalla giuria del Premio letterario Navile di Bologna.
“Alex sta dormendo” è il suo primo romanzo ed è una storia condita in maniera 
prevalente da aspetti autobiografici, che si muove attorno alla figura di Alex, 
morto realmente nel ‘99 in un incidente stradale (il titolo è realmente il messaggio 
da lui registrato nella segreteria telefonica e emblematico nello svilupparsi della 
vicenda). E’ una storia che interseca fantasia e realtà, in un intreccio in cui situazioni 
e suggestioni sono state assemblate dall’autrice, che spesso non ha fatto altro che 
tesserle assieme, perché erano già di fatto elementi narrativi: prodotti dalla vita, che è 
un grande generatore di idee e fantasia.

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PRESENTAZIONE DEL LIBRO

“Non c’è notte tanto lunga che tu non possa camminare ancora nel sole”
di Valerio Giovetti

VENERDI’ 10 GENNAIO H. 18

HUB – VIA G. SERRA 2 G – BOLOGNA Bolognina

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SINTESI
Gianni Michelini, docente di estetica all’Università di Bologna, vive un’esistenza di misurata rassegnazione dopo la tragica perdita della figlia in un incidente d’auto e la conseguente fine del prorio matrimonio. Mentre partecipa come relatore alle discussioni delle tesi di laurea, rimane colpito da una studentessa – Amelia Borghi – che lo incuriosisce per la contegnosa serietà e per il fatto che si presenta completamente sola all’importante appuntamento. Senza altre finalità che quella di dare una risposta alla propria curiosità e sentendosi anche un po’ ridicolo, invita Amelia a prendere un caffè. Ma dopo un inizio di conversazione quasi rilassato, la ragazza sparisce inspiegabilmente lasciando sul tavolino del caffè un anello. Gianni si improvvisa investigatore e tenta di rintracciare Amelia per restituirle l’anello. Nel racconto si innestano veloci flash back nei quali si delinea la storia parallela del rapporto di Gianni con la figlia Anna. Un romanzo all’apparenza introspettivo, che acquista ritmo col procedere della storia ambientata tra l’Emilia Romagna e Venezia. Una scrittura schietta e senza filtri che affronta con distacco e senza falsi moralismi temi ancora “scomodi” in Italia come l’omosessualità di entrambi i generi, o decisamente scabrosi come la pedofilia e le violenze sui minori.
Valerio Giovetti, chi sono:
Sono nato a Bologna il primo di febbraio 1960 e oggi vivo a Imola. Mi sono laureato in Storia contemporanea e successivamente anche in Lingue e letterature straniere all’Università di Bologna, dal 1991 sono insegnante di Lettere presso istituti statali di secondo grado. Tra il 1997 e il 2010 ho insegnato lingua e cultura italiana in varie Università di Stati Uniti, Ecuador e Venezuela. Nel 1995 ho pubblicato il mio primo romanzo “I prigionieri dell’identità” (Synergon, Bologna).