COMUNIAè un possibile nome e respiro comune per gli spazii restituiti alle comunanze (caserme sani – bolognina)

PUNTO DI SVOLTA

“Dopo il tempo del declino viene il punto di svolta”. I Ching

COMUNIAE’ LA VIA DELLA RESTITUZIONE DELLE TERRE COMUNI O DEI BENI COMUNI ALLE GENTI DELLE NUOVE CITTà in transizione verso un nuova era “IL POIETICENE”

“Di fatto l’aggettivo “privato” deriva dal latino privare,cosa che illustra bene la diffusa opinione degli antichi1 che la “proprietà” fosse innanzitutto e soprattutto “comune”. Quando le società passarono da questo punto di vista “delle comunanze” ( terre comuni delle Gens o delle singole tribù)a punti di vista più individualisti , la gente non pensò più alla proprietà privata , come a quei beni del cui uso certi individui privarono il gruppo,ma rovesciò di fatto il significato del termine, sostenendo che la proprietà dovrebbe essere innanzitutto privata e che la società non dovrebbe pr1ivarne gli individui senza i debiti procedimenti di legge. (1)

Testo tratto dal Cap.7,”il punto morto dell’economia” del “Punto di svolta”, F,Capria pag.162,Ed.Feltrinelli,1986

La chiamerei  ComuniaE’

  1. perché parola ha in sé tutte vocali ed esse nelle lingue degli umani corrispondo al respiro e all’aria che dà vita alle consonanti che sono le nostre carni ed ossa.

Abbiamo bisogno di ritrovare un respiro comune

Uno spazio dove si elaborano nuove grammatiche del vivere singolare e di comuni interelazioniali tra culture non divisive ,di nature non de-predate,di generi non binari e fludi,e di classi aspirano alla giustizia sociale e a superare se stesse, il capitalismo ed il prati arcato.

2) perché tale termine può considerarsi il punto di svolta “al punto morto dell’economia e politica capitalista di stato o privata”, ma può anche considerarsi  il punto d’incontro tra antiche perdute concezioni delle terre e attività comuni e le nostre contemporanee  e ritrovate concezioni di comunanza,di beni comuni  o mondi di vita comune .

3) perché la proprietà dello Stato e dei privati, è da considerarsi a tutti gli effetti proprietà sottratta o privata (participio passato del verbo privare, participio poco partecipato) alle comunanze oppure  all’uso dei molti;e se istituita come res-publica (come cosa pubblica)deve essere concepita per il ben-essere singolare e comune, oltre che per il ben-essere degli altri esseri viventi .(non semplicemente green ma innanzi tutto del vivente tutto:umano e degli altri esseri viventi)

 perché l’unica eco-nomia viva concepibile è quella che rinuncia per sempre ad un’antropologia dell’individualismo proprietario e s’avvia a ripensare un trans-personale esistenza “comune”autogestita, condivisa, partecipata, o di cooperazione comune materiale e valoriale per realizzare se stessi(nella solitudine e negli spazi scelti  per le nostre relazioni affettive o di generi) , e sé con gli altri (nella moltitudine  o nelle comuni relazioni affettive o nell’amicizia o filia o amore tra esseri umani e il resto del vivente.)

 E l’amore oggi non può essere più inteso in senso etnocentrico, cioè quelli della nostra lingua e cultura, o antropocentrico, cioè il nostro affetto e protezione non rivolgersi solo agli umani,  ma il nostro affetto deve estendersi al mondo di via comune o al vivente..

(1)Posiamo ritrovare la nascita di questo processo di privatizzazione delle terre comuni e di nascita di una nuova antropologia o dell’individualismo proprietario ,in seguito alla centuriazione in epoca repubblicana romana e proseguita il epoca imperiale(era il modo in cui gli antichi romani organizzavano il territorio come centuriatio o castramentatio  o reticolo ortogonale di strade,canali,appezzamenti agricoli destinati ai nuovi coloni o molti più spesso )

Con la legge agraria di Tiberio Gracco del 133 a.c., prevedeva la privatizzazione dell’Ager publicus, e diede un grand impulso alla divisione delle terre effettuate con le centuriazioni. Fu utilizzata la privatizzazione nei casi di bonifica che di fondazione di nuove colonie sottratte alle terre delle Gens colonizzate. Nelle tante guerre civili tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero, tra le quali la battaglia di Filippi del 42 a.c.. in questo caso abbiamo una testimonianza illustre nelle Bucoliche di Virgilio che lamenta del modo ingiusti nelle assegnazione delle terre nel mantovano che privilegiavano i soldati che avevano partecipato alla battaglia rispetto a coloro che invece si dedicavano al lavoro pastorale.(E il dialogo tra due pastori uno Melibio che è costretto ad abbandonare la sua terra per non aver partecipato alla battaglia  e Titiro l’altro pastore invece che l’ottiene  per avervi partecipato)

Per una nuova poieticene (immaginario po-etico,di saperi comuni ed interelazionali  ) –vedi:comunimappe.org

Note di Pino de March, di comunimappe:libera comune università pluriversità bolognina