REFERENDUM SCUOLA BOLOGNA

Domenica 26 maggio si terrà a Bologna un referendum consultivo sul finanziamento pubblico alle scuole dell’infanzia paritarie a gestione privata.

Banchetto in sostegno del quesito A al referendum sulla scuola a Bologna
17 maggio, venerdì, dalle 16
 nella piazzetta antistante il teatro Testoni – via Matteotti.
Informazioni sul referendum, interventi di esponenti della scuola, animazione e musica.
Laboratorio per bambini (metodo Bruno Munari) a cura di Zoo.

Alcune considerazioni generali:
– Questo il quesito a cui il referendum chiede di rispondere:
“Quale, fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata, ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia ?
a) utilizzarle per le scuole comunali e statali
b) utilizzarle per le scuole paritarie private” 
Il quesito sottopone al corpo elettorale una scelta univoca tra le due seguenti opzioni di utilizzo delle suddette risorse: 
a) utilizzarle per le scuole comunali e statali 
b) utilizzarle per le scuole paritarie private 
La scelta tra le due opzioni è in funzione di assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia.
La richiesta di referendum consultivo rispetta tutti i requisiti previsti dallo Statuto comunale e dal regolamento sui diritti di partecipazione dei cittadini. 
Il sindaco di Bologna, che ha indetto il referendum perché lo statuto lo prevede, ha il compito di permettere ai cittadini bolognesi di esprimere il proprio parere. Una chiara circostanza in cui si esercita il potere di esprimere in maniera libera e certificata l’opinione generale. Una forma di democrazia diretta riconosciuta dalla costituzione.
Come sempre però la realtà complica le cose. I fautori della scelta B hanno denunciato il rischio di chiusura delle scuole private, il sindaco da super partes si è schierato trasformando il referendum in uno strano oggetto politico in cui ci mette dentro pure le sorti del PD. 
Eppure dovrebbe essere chiaro che, come suggerisce in maniera non equivoca la costituzione, si tratta solo di far valere il principio della scuola pubblica (in quanto) la sola che ha il dovere di essere laica, inclusiva, per tutti. Mentre le scuole private hanno tutto il diritto di essere come meglio credono ma “senza oneri per lo stato”.

Ecco una lettera di una maestra in pensione indirizzata al sindaco Merola:
Lettera

Ecco le cifre del finanziamento pubblico alle scuole private attualmente:

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