Comunicato stampa inaugurazione della mostra: “Porrajmos: lo sterminio dimenticato degli zingari”

Comunicato stampa
Inaugurazione della mostra: “Porrajmos: lo sterminio dimenticato degli zingari”
Oggi, 21 gennaio, alle ore 11.15 all’IPSAS “Aldrovandi-Rubbiani” è stata inaugurata ufficialmente la mostra dal titolo “Porrajmos: lo sterminio dimenticato degli zingari” che rimarrà aperta alle classi di ogni ordine e grado prolungata fino al 15 febbraio.
La mostra si colloca nell’ambito delle iniziative sul tema della memoria dello sterminio operato dal nazifascismo contro ebrei, zingari, omosessuali, disabili, oppositori politici e tutte le altre categorie considerate da questi regimi “non degne di vivere”. È giusto ricordare che il 27 gennaio 1945, quando fu liberato il campo di Auschwitz-Birkenau, furono trovate vive solo 4 persone Rom dei circa 23.000 che vi erano stati reclusi, all’interno della sezione denominata zigeunerlager (il campo degli zingari).
Un gruppo di circa 100 studenti delle classi quinte dell’Istituto, guidati dal prof. Pino De March, hanno visitato la mostra e assistito con interesse agli interventi dei curatori e di tre mediatori culturali Rom e Sinti che hanno portato la testimonianza viva delle antiche e nuove discriminazioni.
Nel portare il saluto della scuola, la vicepreside Daniela Mattei ha sottolineato la valenza educativa dell’iniziativa e il pieno sostegno dell’Istituto nell’ospitare la mostra e favorire la visita anche delle classi di altre scuole di Bologna.
Il prof. Matteo Vescovi per il Cesp (Centro Studi Scuola pubblica) ha spiegato che questa iniziativa si colloca all’interno di un percorso di aggiornamento rivolto a tutti gli insegnanti della Regione, che vuole tenere insieme la memoria delle tragedie passate con l’attualità dell’emarginazione e discriminazione degli zingari.
La prof.ssa Bianca Maria Cattabriga per l’MCE (Movimento di Cooperazione Educativa) ha sottolineato come la scuola debba valorizzare le tante diversità che la compongono, tra cui quella della cultura romanes.
La discussione è proseguita con una riflessione di Mario Abbiezzi, ideatore della mostra, sul valore della memoria e sull’utilità di studiare nelle scuole le tragedie del passato e di averle sempre presenti per sviluppare i giusti anticorpi contro il riemergere del razzismo e delle persecuzioni.
Tomas Fulli, mediatore culturale della comunità Sinti di Bologna, ha voluto sottolineare l’importanza della scuola nel diffondere la conoscenza sulla storia e cultura del popolo zingaro, per cercare di contrastare la tendenza ancora forte ai nostri giorni di attribuire le colpe di un singolo a tutti gli appartenenti a una cultura o a un gruppo. Inoltre, ha invitato gli insegnanti presenti a parlare degli aspetti positivi della cultura zingara, moltiplicando le occasioni di incontro come questa.
Liana Michelini per l’ANPI di Bologna ha ricordato come anche nella nostra città ci siano stati combattenti Sinti che l’Associazione Partigiani ricorda nel memoriale ai Caduti di Sabbiuno a Villa Spada e nel memoriale della Certosa. Inoltre, ha voluto ribadire che anche il contributo degli zingari alla lotta di liberazione dal nazifascismo andrebbe valorizzato.
Infine, il prof. Pino De March ringraziando tutti gli intervenuti ha ricordato che la visita alla mostra sarà aperta tutte le mattine dalle 9 alle 12 fino al 10 febbraio (per le prenotazioni scrivere a comunimappe@gmail.com).
Cesp Bologna

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