PIANTIAMO PAROLE E RACCOGLIAMO POESIE

‘la dea foglia’ calcografia cm50x 70 di Anna Maria Annette Ronchin (laurea in estetica e autrice di opere grafiche oltre di un saggio ‘nel tempo della dea’ edzione EDAR)

La libera comune università pluriversità bolognina in cooperazione con – laboratorio poetico – orti di poesia della Zona Ortiva – via erbosa 17

Progetto :ORTO IN POESIE

“PIANTIAMO PAROLE E RACCOGLIAMO POESIE”

Ripartiamo con il primo incontro organizzativo della seconda edizione del progetto “Piantiamo parole nascono poesie”, sabato 13  aprile  2019ore 16:00 presso il tendone degli orti-zona ortiva – via erbosa 17 (arcoveggio- fermata 11 c – ippodromo proseguire su una traversa a sx – Fratelli Cervi  arrivate alle scuole Grosso tasso girata a dx passate sotto un ponte ferrovia e circa 200 mt dopo il campo sinto ci siete …

Vi aspettiamo numerosi per condividere – idee, modalità organizzative e raccogliere proposte.

contatti – laboratorio poetico – orti in poesia

Walter 329946896

Sabina 3492425042

Per molti l’orto rappresenta un luogo dell’anima, luogo in cui la terra, lavorata nutrita, dà i suoi frutti che alimentano sensazioni ed emozioni.

Vorremo tradurre queste sensazioni, queste emozioni, in parole, quelle che ognuno di noi dice a se stesso silenziosamente.

E’ nostro auspicio far nascere  nuove e fruttifiche  parole condensandole nella forma più pura e più significante che è la poesia, lasciandoci suggestionare da tutto ciò che potrà essere pensato e condiviso.

Un progetto aperto a quanti coraggiosamente esenza alcuna distinzione, vogliano piantare parole per raccogliere poesie.

Siamo certi che essere insieme in questa esperienza creativa possa far crescere un senso di rinnovata appartenenza e di  propositività nel rac-cogliersi attorno a ciò che la terra nelle sue molteplici forme e modalità ci offre.

“Al vento di primavera/ si spargono/le mie parole./La gente le considererà/una poesia ispirata ai fiori”/. Frammento di poesia del maestro zen Eihei Dogen (1200-1253), tradotte e commentate da Aldo Tollini, edizioni Bompiani. Il presentatore quasi anonimo del libro m.d.c. – con la sua breve recensione – la via buddista si perde nella natura – scrive:”sembrano fiorire sul crinale tra contemplazione e riflessione filosofica, fra immagine lirica ed esperienza della Via. Perché in fondo, l’una confluisce nell’altra senza pausa. Vita e natura si scambiano le parti, la poesia cammina sulla Via:”il cuore/ non una forma/che possa mostrare alla gente:/soltanto sorge (e svanisce)come/ la rugiada e la brina”.

Sono i versi di un maestro giapponese, come se scrivere possa essere considerato non appropriato per lui.



Come COMUNIMAPPE- libera comune università pluriversità –Bolognina – dipartimento della terra -che cooperiamo al progetto – orto in poesia- proponiamo

 di far ruotare la nostra immaginazione poetica attorno  ai simbolici quattro elementi – terra, acqua, aria e fuoco, elementi materiali che ci compongono ed elementi immateriali che costituiscono da secoli il nostro immaginario euro-mediterraneo, inoltre di acquisire chiara consapevolezza della nostra trans-umanità, in quanto parte ed attraversati del vivente.

‘La Terra è un animale’ – G. Bruno

Il filosofo Giordano Bruno(1548-1660), arso vivo sul rogo per eresia nell’anno 1600 dell’era nuova a Campo dei Fiori a Roma, prima di questo supplizio rimase in carcere per otto lunghi anni a Roma, è là più volte interrogato dal Santo Uffizio, sempre  rifiutò di trattare le sue dottrine. La fermezza dimostrata nel lungo processo romano e l’intrepidezza con cui salì sul rogo ne fecero un martire del libero pensiero.

La sua religione fu naturale e la sua etica razionale.

Nel dialogo ‘De gli eroici furori’ Bruno esalta il ‘furioso’, cioè il ricercatore eroico della verità, che non obbedisce ad altri impulsi fuorché a quelli razionali, giungendo a contemplare la natura in modo ‘panteistico’ nei suoi caratteri di unità ed infinità e identificandosi con essa.

L religione che Bruno difende è così una religione puramente razionale e naturale che mira a portare l’uomo alla natura, e metterlo in contatto con i suoi poteri a divinizzarlo con essa. Egli considerava ‘le religioni positive’ utili per governare ‘i rozzi popoli’, ma riteneva che fossero comunque da valutarsi alla luce della religione naturale, la quale faceva tutt’uno per lui con la filosofia:e dalla diffusione della filosofia naturale s’aspettava il rimedio per i mali dell’umanità del suo tempo.

Per Bruno la forma è l’anima universale, la cui principale facoltà è l’intelletto, il quale muove la materia dal di dentro, come – fabbro del mondo-, che dall’interno del seme fabbrica ogni corpo. Esso è talmente intrinseco alla materia da far sì che essa stessa, come – potenza universale – diventi energia produttrice che manda fuori – emana – le forme dal proprio seno e se ne riveste. Forma e materia non sono due sostanze, ma piuttosto due aspetti della stessa sostanza, la natura, di cui Bruno non cessa di celebrare il carattere divino (come fu una dea madre per le generazioni che lo precedettero).

Come la dottrina eleatica dell’Uno-Tutto è paradossalmente unita a quella del flusso eracliteo – del tutto scorre e della ruota delle nascite di Pitagora, nel quadro di un panteismo dinamico cui sono frammisti elementi di platonismo rinascimentale e di tradizione ermetica.

A questa visionarietà o intuizione bruniana soggiace l’idea dell’unità e dell’infinità della natura che all’origine della sua accettazione entusiastica della teoria di Copernico.  La sua immagine dell’universo è poi aperta. Questo universo infinitamente grande e infinitamente piccolo coincidono, e così pure la generazione e la corruzione o la distruzione, e l’amore che unisce e l’odio che divide’. Anche Adonis, nato in Siria ed ora parigino, uno dei maggiori poeti viventi, autore di una raccolta di poesia in pubblicazione -‘Prendimi, caos, nelle tue braccia’, traduzione dall’arabo di Fawzi Al Delmi, dall’Edizione Guanda, in un’intervista
soltanto l’uomo può salvare se stesso’ – di Stefano Montefiori -per la Lettura -7 aprile 2019, dirà a proposito di una via d’uscita alle religioni positive e ai loro risvolti fanatici: ‘ Quella dei mistici, il sufismo. I mistici hanno cambiato la nozione di dio, che loro non è una forza esterna al mondo, Dio per loro è immanente (come lo era per Bruno). Ma questa corrente è condannata dai mussulmani integralisti, tanti sufi sono stati uccisi, sgozzati, torturati, marginalizzati, a seconda delle leggi locali (non differentemente dai nostri eretici,donne sagge o streghe o LGBTQ per il cattolici integralisti di ieri come di oggi.) Al Convegno sulle famiglie a Verona (30 marzo 2019 )si potevano incontrare nell’oggi molti di quei rinascenti integralismi cattolici.

Con i furori e  la visione cosmica di Giordano Bruno

La terra è un animale

La terra e qualsiasi altro astro composto da parti eterogenee è un animale;

lo mostrano lo stesso moto ,la vita ed ogni suo atto, come deduciamo dallo spirito, dalla vita e dal moto dell’animale.

Lo mostrano parimenti le parti composte del suo medesimo corpo, dal momento che distinguiamo nel corpo di qualsiasi animale le vene, le arterie, i nervi, le fibre, le ossa:

è stolto ritenere esseri animali solo quelli dotati di una specie corporea come la nostra e di sangue;

nelle piante il sangue è la stessa linfa;

le ossa, la stessa sostanza più resistente;

i nervi, i loro filamenti che vengono tesi;

le vene quelli occulti passaggi attraverso cui l’umore, che puoi paragonare al sangue, s’espande per tutto il composto.

Una specie diversa è nelle mosche, nei ragni, nei vermi;

tuttavia in tutti costoro si ritrovano le parti del nostro corpo che armonizzano secondo una proporzionalità di condizione.

Non è necessario che nella terra il sangue sia dello stesso colore del nostro o più tenue, che le ossa siano della medesima specie o una inferiore, le vene della stessa qualità o di una migliore.

In questo modo dobbiamo aver chiarito l’ordine di tutti questi animali, come quello degli animali più piccoli.

Tanto grande divinità si manifesta solo agli occhi acuti e nobili.

Tanta divinità si muove di per sé, di gran lunga meglio e più liberamente di come noi ci muoviamo, come precedentemente abbiamo dimostrato.

Non un dio o un’intelligenza esterna(trascendente) fanno muovere intorno e guidano: più adeguato appare infatti un principio interno di moto(immanente), che coincide con la propria natura, con la propria specie, con l’anima propria che hanno tutti gli esseri che vivono nel grembo della natura e sono vivificati dal suo spirito universale, corpo, anima e natura; [mi riferisco a tutti] gli esseri animati, alle piante, alle pietre, ad ogni essere, insomma, composte dalle medesima simmetria di complessione, secondo il genere, sebbene ciascuno sia distinto secondo i numeri della specie


Chi non direbbe le pietre parti della terra?

I sassi frammenti della terra?

In essi ritroviamo la vita, la sensibilità e i primordi della ragione.

Una pietra (nel proprio genere non è (credi) senza anima e senza sensibilità;

se più o meno felice di noi non può essere stabilito da chi non ha esperienza di entrambi i generi di vita o da coloro che non lo tengono a mente(giacché spesso non ricordano neppure il corso della vita che viviamo noi).

Crediamo che la felicità, la perfezione, il bene siano riposti in ciò che noi in cui noi sperimentiamo di essere felici, di esseri più completi, di trovarci meglio e meglio conservarci:
l’uomo sapiente sa che si tratta di una felicità relativa alla specie e non estesa a tutto il genere;

perciò fu cosa comune presso i popoli che dio fosse rappresentato e onorato nella forma e nella figura umana.

Tuttavia i sapienti sanno che egli non ha bisogno di mani, di piedi, di occhi, di moto, di estensione corporea e di tutte quelle membra di cui siamo dotati e che abbiamo felicemente.

Il volgo non può concepire come la terra, madre e progenitrice, conservatrice e plasmatrice degli umani(dalle cui viscere sono generate le nostre viscere e dal cui umore siamo alimentati, il cui spirito respiriamo) possono essere un animale dotato di sensibilità e di intelligenza, poiché un corpo sprovvisto degli organi propri di quelle azioni e passioni di cui sono dotati gli animali più comuni.

Testo tratto da “il triplice minimo e la misura” di Giordano Bruno

Testi tratti da ricerca progetti da Pino de March di Versitudine per la  5 camminata
poetica sul sentiero di RilkE. (DUINO-SENTIERO DI PACE E DI POESIA)

Referente: pino de march

contatti : comunimappe@gmail.com

Informazioni: www.comunimappe.org

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